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Fotomontaggio offensivo di Chef Rubio: Nichi Vendola si affida a Gay Lex

Dopo il disgustoso fotomontaggio apparso ieri sulla fanpage di Chef Rubio, in cui l’ex governatore pugliese Nichi Vendola viene associato ad una ‘promessa’ di sesso orale in caso di vittoria del “Sì” al referendum di dicembre, lo stesso Vendola ha dato mandato a GAY LEX per chiedere la rimozione del fotomontaggio, nonché di difendere il suo onore nelle sedi opportune.

Oltre a trattarsi di scadente e incomprensibile sarcasmo, usa modi e linguaggi che offendono, ancora una volta, la dignità di Nichi Vendola, bersaglio facile dell’omofobia dilagante del web, spesso ‘coperta’ dal paravento ipocrita del “diritto di satira”.

Nel ringraziare Nichi per la fiducia concessa a GAY LEX, ci impegneremo a tutelare la sua dignità e, come sempre, quella di tutte le persone LGBTI.

Perché la satira è tale quando si concentra sul potere, non quando svilisce la dignità delle persone.

 

 

L’ultima persona che si è vista riconoscere un diritto inalienabile, in ordine di tempo, si chiama Alessia: pochi giorni fa una sentenza del Tribunale di Bari le ha permesso la riattribuzione anagrafica del sesso anche in assenza di un intervento chirurgico.

Parliamo di questo caso e del percorso di riattribuzione anagrafica del sesso (anche) in assenza di intervento chirurgico in una breve guida pubblicata oggi su Gay Post.

Se volete maggiori informazioni sul tema dell’omogenitorialità e/o un primo orientamento legale scriveteci a info@gaylex.it

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Le guide di GAY LEX: come unirsi civilmente alla luce del decreto provvisorio?

Ieri è trapelato quello dovrebbe essere il testo del decreto attuativo provvisorio per le unioni civili.
Cerchiamo di capire un po’ meglio come funzioneranno le cose.

La richiesta è regolamentata dall’art.1: viene fatta da due persone maggiorenni dello stesso sesso davanti all’ufficiale di stato civile incaricato del comune di loro scelta.
Nella richiesta ciascuna parte deve dichiarare nome e cognome, luogo e data di nascita, cittadinanza, luogo di residenza e insussistenza delle cause impeditive la costituzione dell’unione civile.
L’ufficiale redige processo verbale della richiesta e lo sottoscrive insieme ai contraenti, fissando una data concordata con le parti per la costituzione dell’unione.

L’ufficiale di stato civile entro 15 giorni dalla richiesta verificherà l’esattezza delle dichiarazione (art. 2) eventualmente acquisendo d’ufficio documenti necessari.
Non è chiaro, da quello che è trapelato, se come per il matrimonio bisognerà presentare documentazione quali il certificato di nascita e il certificato di stato libero e il titolo di valido soggiorno in Italia, o se provvederà a richiedere questi documenti con discrezionalità ciascun comune (ovviamente questo particolare è di non poco conto per le coppie di cui almeno uno dei due contraenti non è cittadino italiano – si veda oltre all’art. 8).

Nell’art. 3 si parla della cerimonia: sarà una dichiarazione pubblica davanti all’ufficiale di stato civile e a due testimoni e ne verrà redatto apposito processo verbale. Verranno letti gli articoli 11 e 12 della legge 76 del 2016. Le parti potranno scegliere il regime di separazione dei beni (se non lo dichiareranno in automatico ci sarà la comunione).
Si tratta dunque – seppur normata in modo sintetico – di una vera e propria cerimonia: ampia discrezionalità sulle modalità viene lasciata ai singoli comuni su come svolgerla, pur in presenza di requisiti minimi.
Sempre nello stesso articolo emerge uno dei dati più interessanti e controversi: le unioni civili andranno iscritte in un “registro provvisorio delle unioni civili”. Sarà importante capire poi se i decreti attuativi definitivi manterranno un registro separato o se faranno confluire invece, come si auspica, le unioni civili nei registri matrimoniali.

La scelta del cognome comune familiare, opzionale, è prevista all’art. 4.

All’art. 5 invece si norma la situazione di cambio di sesso di uno dei coniugi e della possibilità di tramutare l’unione civile in matrimonio con dichiarazione concorde di entrambe le parti davanti all’ufficiale di stato civile del comune nel quale fu iscritto o trascritto il matrimonio.

Il riferimento all’art. 6 appare certamente poco chiaro in quanto nel trattare l’argomento dello scioglimento dell’unione civile si fa riferimento alla negoziazione assistita prevista dalla legge 132/2014, normalmente riservata alle separazioni, non previste nel caso delle unioni civili. Alla lettura del testo completo del decreto seguirà certamente un nostro approfondimento sul tema.

All’art. 7 si fa riferimento al rilascio dei documenti e dello stato civile che risulterà quello di “unito/unita civilmente”. Questa formulazione così specifica desta alcune perplessità rispetto la tutela della privacy per dati sensibili quale l’orientamento sessuale.

L’art. 8, inizialmente non  trapelato, è uno dei più importanti perché regola da un lato le unioni civili concluse all’estero nelle ambasciate e nei consolati secondo la legge italiana (comma 1), dall’altro la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero (comma 3): in merito a questo la scelta del ministero dell’interno è stata quella di “degradare” il matrimonio a unione civile con l’iscrizione nel “registro provvisorio delle unioni civili” e l’acquisizione immediata – dal momento dell’iscrizione – degli effetti prodotti dalle unioni civili.
Il comma 2, invece, sembra essere certamente la più problematica perché – secondo quanto riportato dal Corriere della Sera – il cittadino straniero che voglia unirsi civilmente deve presentare “una dichiarazione dell’autorità competente del proprio Paese dalla quale risulti che, giusta le leggi cui è sottoposto, nulla osta nell’unione civile”. Questo comma ovviamente pone non pochi problemi per quei cittadini di paesi in cui il matrimonio o le unioni civili omosessuali sono vietate, se non addirittura l’omosessualità sia un reato e dunque dichiararsi omosessuali potrebbe ipoteticamente mettere in pericolo la loro incolumità. Bisognerà capire quali saranno le soluzioni adottate in questo campo e se le amministrazioni comunali in questi casi valuteranno di procedere comunque (previa la presentazione del diniego del nullaosta e/o di una semplice dichiarazione) o se si dovrà adire un Tribunale. Ci auguriamo in ogni caso che nei decreti attuativi finali questa problematica venga trattata e risolta (e intanto consigliamo le coppie con un cittadino straniero di rivolgersi a legali competenti che possano supportarli).

L’art. 9 disciplina la costituzione del già citato “registro provvisorio delle unioni civili” entro 5 giorni dalla pubblicazione del decreto.

Non appena il decreto avrà passato il vaglio del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti sarà dunque finalmente possibile celebrare le unioni civili con queste modalità che resteranno operative fino all’entrata dei decreti attuativi definitivi, così come previsto dalla legge 76/2016 e dalle disposizioni finali di questo decreto “ponte”.

Bressanone, riconosciuto dall’Azienda ospedaliera il congedo matrimoniale al dipendente gay

Dopo una lunga battaglia legale, la Asl dell’Alto Adige ha riconosciuto il congedo matrimoniale ad un suo dipendente, Christian Wieser (Italiano), che si è unito civilmente con il suo compagno Armin Dallapiccola (Austriaco), a Berlino il 20 luglio 2012.

Christian Wieser, 43 anni brissinese, è uno psicologo/psicoterapeuta che lavora ormai da anni presso l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige: attualmente è in aspettativa in quanto da gennaio del 2015 vive a Berlino con il compagno Armin Wieser Dallapiccola, attore televisivo e teatrale.
Dopo l’unione civile (Lebenspartnerschaft) celebrata nel municipio della capitale tedesca, Wieser aveva chiesto alla direzione dell’Asl di Bressanone il congedo matrimoniale. Ma al ritorno al lavoro aveva scoperto che a lui quel diritto riconosciuto alle coppie eterosessuali era negato.

“Christian non si è dato per vinto e si è rivolto al nostro studio legale Gay Lex, specializzato nella tutela delle persone gay, lesbiche, trans, bisex e intersex -racconta l’Avv. Michele Giarratano che ha seguito la vicenda in questi anni -. Inizialmente abbiamo tentato di trovare un accordo con l’Asl di Bressanone, segnalando come il comportamento dell’azienda fosse discriminatorio e allegando le numerose pronunce (soprattutto europee) in merito. Dall’altra parte però abbiamo trovato un muro di gomma. Lo scorso anno, dunque, dopo lunghe e inutili trattative, abbiamo incardinato presso il Tribunale di Bolzano una causa di lavoro, in base all’art. 4 del D.Lgs. 216/2003 (che recepisce la direttiva europea 78/2000) rilevando il trattamento discriminatorio subito dal sig. Wieser”.

Oggi invece arriva la notizia del ripensamento dell’Asl a seguito della causa di lavoro proposta dal dipendente.

L’Avv. Giarratano spiega infatti che “in corso di causa, per fortuna, è arrivato il dietrofront da parte dell’Asl dell’Alto Adige che ha deciso di raggiungere un accordo e accogliere in pieno le nostre richieste, riconoscendo al lavoratore le due settimane di congedo matrimoniale che inizialmente era stato negato. E’ un risultato davvero importante, soprattutto tenuto conto che il datore di lavoro non è un’azienda privata ma un ente pubblico”.

“Sono davvero soddisfatto del risultato ottenuto – commenta Christian Wieser – non tanto perché avrò il congedo matrimoniale che mi era stato negato, ma perché è stato ristabilito un principio di uguaglianza. E’ triste come ancora oggi in Italia, in assenza di una legge sulle unioni civili, i cittadini siano costretti ad adire i Tribunali per vedere riconosciuti i propri diritti, e spero che presto la situazione cambi. Io ho deciso di espormi in prima persona e battermi per le mie ragioni, ma non tutti hanno questo coraggio o questa possibilità, ed è per questo che è importante una legislazione in materia.
Lungo il percorso poi ho avuto la fortuna di ricevere l’aiuto e il sostegno di diversi professionisti ed istituzioni. Approfitto per ringraziare non solo l’Avv. Michele Giarratano dello studio Gay Lex di Bologna, che è riuscito a portare a casa questo importante risultato, ma anche chi ha sostenuto la mia battaglia negli anni, come la dott.ssa Michela Morandini, consigliera di parità in Alto Adige, la dott.ssa Clara Astner, presidentessa comitato per le pari opportunità ASL Bressanone, l’UNAR (Ufficio Nazionale Anti Razzismo), l’Avv. Cathy Latorre di Bologna e l’Avv. Massimo Rocchi di Bolzano. Un grazie affettuoso va a tutti i nostri amici, alle nostre famiglie e ai colleghi di lavoro che ci hanno dato la forza di andare avanti con questa battaglia per i diritti per la comunità GLBTQ (gay lesbian bi trans queer) Italiana.”

Su GayPost.it trovate la notizia ed anche una breve guida contro le discriminazioni sul lavoro.

Se volete maggiori informazioni sul tema della tutela dei lavoratori e delle lavoratrici e un primo orientamento legale scriveteci a info@gaylex.it

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Il cambio di sesso anagrafico anche in assenza di intervento chirurgico

L’ultima persona che si è vista riconoscere un diritto inalienabile, in ordine di tempo, si chiama Alessia: pochi giorni fa una sentenza del Tribunale di Bari le ha permesso la riattribuzione anagrafica del sesso anche in assenza di un intervento chirurgico.

Parliamo di questo caso e del percorso di riattribuzione anagrafica del sesso (anche) in assenza di intervento chirurgico in una breve guida pubblicata oggi su Gay Post.

Se volete maggiori informazioni sul tema dell’omogenitorialità e/o un primo orientamento legale scriveteci a info@gaylex.it

Consigliere leghista indagato dopo presunta frase omofoba

“Se avessi un figlio gay, lo butterei in una caldaia e gli darei fuoco”. Così Giovanni Di Paoli, consigliere della regione Liguria per la Lega Nord, sembra avesse sentenziato lo scorso 10 febbraio incontrando le famiglie di omosessuali rappresentate dall’associazione Agedo. Ora, Di Paoli, dovrà rispondere di questa sua frase davanti ad un giudice. La procura di Genova ha infatti aperto un fascicolo a suo carico ipotizzando il reato di “diffamazione con l’aggravante dell’odio discriminatorio”.

L’indagine parte a seguito dell’esposto presentato dal Comitato per gli immigrati e contro ogni discriminazione e noi avvocate e avvocati di Gay Lex.

Potete leggere la notizia su tutti i principali quotidiani nazionali, ma in particolare vi segnaliamo il Corriere e GayPost.it.

Qui invece trovate un nostro approfondimento sui crimini d’odio motivati da omofobia e transfobia.

Per assistenza potete, come sempre, contattare gli altri avvocati di Gay Lex all’indirizzo info@gaylex.it

Stepchild adoption “incrociata”: nuova sentenza del Tribunale per i minorenni di Roma

Ancora una volta, il Tribunale per i Minori di Roma riconosce la genitorialità ad una coppia lesbica.
A presentare la richiesta di adozione ex lett. D art. 44 Legge Adozioni, in questo caso, sono state entrambe le donne, madri biologiche ognuna di una delle loro due bimbe.
Con una sentenza firmata dall’ormai ex Presidente, la Giudice Dott.ssa Melita Cavallo, il Tribunale ha accolto il ricorso congiunto delle due mamme.
Questa decisione segue la sentenza del luglio 2014, nonché le successive del 2015, compresa la sentenza della Corte d’Appello del dicembre scorso.

Su Gaypost.it potete trovare la notizia ed anche un nostro approfondimento sulla stepchild adoption.

Se volete maggiori informazioni sul tema dell’omogenitorialità e/o un primo orientamento legale scriveteci a info@gaylex.it

Esponiamoci tutte e tutti contro l’omofobia!

Dopo le gravi affermazioni del Sen. Roberto Formigoni che ha insultato centinaia di migliaia di persone omosessuali a cui ha dato delle “checche” via Twitter, entra nel vivo la campagna promossa dal nostro Avv. Cathy La Torre e che Gay Lex realizza in collaborazione con numerosi avvocati in Italia, Gay.it, il Red di Bologna e il Circolo Mario Mieli di Roma: qui infatti troverete un prototipo di Esposto che potrete compilare con i vostri dati e inviare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano (via posta, via Freguglia 1 – 20122 Milano oppure via pec prot.procura.milano@giustiziacert.it).

Come ci spiega l’Avv. La Torre, infatti, in assenza di una legge specifica contro i reati di omofobia, sono azioni legali di questo tipo – di politica e cittadinanza attiva  – che possono smuovere le acque auspicando che al più presto il vuoto legislativo venga colmato.

Un ringraziamento va a tutti i colleghi che hanno collaborato alla redazione dell’esposto e in particolare all’Avv. Michele Giarratano e gli Avv.ti Serena Floriani Bestetti e Nicola Posteraro, nonché al blogger Fabio Nacchio e alla screenwriter Jean Elia.

Qui anche l’Esposto in formato doc.

Per assistenza potete, come sempre, contattare l’Avv. La Torre e gli altri avvocati di Gay Lex all’indirizzo info@gaylex.it

Insulti omofobi e minacce? Denunciate!

12615762_954527067962569_7960695533071994970_oStamattina abbiamo accompagnato Davide alla Polizia postale per sporgere denuncia.
Davide due giorni fa ha subito gravi minacce sul web da un partecipante del Family day che, in pratica, gli ha promesso delle “manganellate” per la sua omosessualità.
Davide ha scelto di non tacere e di non minimizzare l’accaduto, e ha voluto denunciare tutto per non permettere che chiunque possa ingiuriare, minacciare e farla franca solo perché protetto da uno schermo!
Noi avvocate e avvocati di Gay Lex siamo con lui e con tutte le persone che decidono di non restare in silenzio.
È evidente quanto sia necessario che anche in Italia venga approvata finalmente una legge che punisca l’omofobia.
Sarebbero questi i partecipanti del Family Day? La vostra violenza e il vostro odio non fermeranno il progresso: adeguatevi alla civiltà!
Trovate un’intervista a noi e a Davide anche su Gay.it.

Se siete vittima di discriminazione non esitate a scriverci a info@gaylex.it

La Corte di Appello di Roma dice SI alla stepchild adoption

La Corte di Appello di Roma conferma la sentenza emessa dal Tribunale per i minorenni di Roma nel luglio 2014 (relatrice la Presidente del Tribunale dott.ssa Cavallo – e di cui avevamo parlato qui) relativa a stepchild adoption di una co-madre all’interno di una famiglia omogenitoriale, ex art. 44 lettera D della Legge sull’Adozione (Legge 184 del 1983 e successive modificazioni).

Trovate un nostro breve commento alla notizia sul sito Gay.it

Se volete maggiori informazioni sul tema dell’omogenitorialità e/o un primo orientamento legale scriveteci a info@gaylex.it