Bressanone, riconosciuto dall’Azienda ospedaliera il congedo matrimoniale al dipendente gay

Dopo una lunga battaglia legale, la Asl dell’Alto Adige ha riconosciuto il congedo matrimoniale ad un suo dipendente, Christian Wieser (Italiano), che si è unito civilmente con il suo compagno Armin Dallapiccola (Austriaco), a Berlino il 20 luglio 2012.

Christian Wieser, 43 anni brissinese, è uno psicologo/psicoterapeuta che lavora ormai da anni presso l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige: attualmente è in aspettativa in quanto da gennaio del 2015 vive a Berlino con il compagno Armin Wieser Dallapiccola, attore televisivo e teatrale.
Dopo l’unione civile (Lebenspartnerschaft) celebrata nel municipio della capitale tedesca, Wieser aveva chiesto alla direzione dell’Asl di Bressanone il congedo matrimoniale. Ma al ritorno al lavoro aveva scoperto che a lui quel diritto riconosciuto alle coppie eterosessuali era negato.

“Christian non si è dato per vinto e si è rivolto al nostro studio legale Gay Lex, specializzato nella tutela delle persone gay, lesbiche, trans, bisex e intersex -racconta l’Avv. Michele Giarratano che ha seguito la vicenda in questi anni -. Inizialmente abbiamo tentato di trovare un accordo con l’Asl di Bressanone, segnalando come il comportamento dell’azienda fosse discriminatorio e allegando le numerose pronunce (soprattutto europee) in merito. Dall’altra parte però abbiamo trovato un muro di gomma. Lo scorso anno, dunque, dopo lunghe e inutili trattative, abbiamo incardinato presso il Tribunale di Bolzano una causa di lavoro, in base all’art. 4 del D.Lgs. 216/2003 (che recepisce la direttiva europea 78/2000) rilevando il trattamento discriminatorio subito dal sig. Wieser”.

Oggi invece arriva la notizia del ripensamento dell’Asl a seguito della causa di lavoro proposta dal dipendente.

L’Avv. Giarratano spiega infatti che “in corso di causa, per fortuna, è arrivato il dietrofront da parte dell’Asl dell’Alto Adige che ha deciso di raggiungere un accordo e accogliere in pieno le nostre richieste, riconoscendo al lavoratore le due settimane di congedo matrimoniale che inizialmente era stato negato. E’ un risultato davvero importante, soprattutto tenuto conto che il datore di lavoro non è un’azienda privata ma un ente pubblico”.

“Sono davvero soddisfatto del risultato ottenuto – commenta Christian Wieser – non tanto perché avrò il congedo matrimoniale che mi era stato negato, ma perché è stato ristabilito un principio di uguaglianza. E’ triste come ancora oggi in Italia, in assenza di una legge sulle unioni civili, i cittadini siano costretti ad adire i Tribunali per vedere riconosciuti i propri diritti, e spero che presto la situazione cambi. Io ho deciso di espormi in prima persona e battermi per le mie ragioni, ma non tutti hanno questo coraggio o questa possibilità, ed è per questo che è importante una legislazione in materia.
Lungo il percorso poi ho avuto la fortuna di ricevere l’aiuto e il sostegno di diversi professionisti ed istituzioni. Approfitto per ringraziare non solo l’Avv. Michele Giarratano dello studio Gay Lex di Bologna, che è riuscito a portare a casa questo importante risultato, ma anche chi ha sostenuto la mia battaglia negli anni, come la dott.ssa Michela Morandini, consigliera di parità in Alto Adige, la dott.ssa Clara Astner, presidentessa comitato per le pari opportunità ASL Bressanone, l’UNAR (Ufficio Nazionale Anti Razzismo), l’Avv. Cathy Latorre di Bologna e l’Avv. Massimo Rocchi di Bolzano. Un grazie affettuoso va a tutti i nostri amici, alle nostre famiglie e ai colleghi di lavoro che ci hanno dato la forza di andare avanti con questa battaglia per i diritti per la comunità GLBTQ (gay lesbian bi trans queer) Italiana.”

Su GayPost.it trovate la notizia ed anche una breve guida contro le discriminazioni sul lavoro.

Se volete maggiori informazioni sul tema della tutela dei lavoratori e delle lavoratrici e un primo orientamento legale scriveteci a info@gaylex.it

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