Consigliere leghista indagato dopo presunta frase omofoba

“Se avessi un figlio gay, lo butterei in una caldaia e gli darei fuoco”. Così Giovanni Di Paoli, consigliere della regione Liguria per la Lega Nord, sembra avesse sentenziato lo scorso 10 febbraio incontrando le famiglie di omosessuali rappresentate dall’associazione Agedo. Ora, Di Paoli, dovrà rispondere di questa sua frase davanti ad un giudice. La procura di Genova ha infatti aperto un fascicolo a suo carico ipotizzando il reato di “diffamazione con l’aggravante dell’odio discriminatorio”.

L’indagine parte a seguito dell’esposto presentato dal Comitato per gli immigrati e contro ogni discriminazione e noi avvocate e avvocati di Gay Lex.

Potete leggere la notizia su tutti i principali quotidiani nazionali, ma in particolare vi segnaliamo il Corriere e GayPost.it.

Qui invece trovate un nostro approfondimento sui crimini d’odio motivati da omofobia e transfobia.

Per assistenza potete, come sempre, contattare gli altri avvocati di Gay Lex all’indirizzo info@gaylex.it

Stepchild adoption “incrociata”: nuova sentenza del Tribunale per i minorenni di Roma

Ancora una volta, il Tribunale per i Minori di Roma riconosce la genitorialità ad una coppia lesbica.
A presentare la richiesta di adozione ex lett. D art. 44 Legge Adozioni, in questo caso, sono state entrambe le donne, madri biologiche ognuna di una delle loro due bimbe.
Con una sentenza firmata dall’ormai ex Presidente, la Giudice Dott.ssa Melita Cavallo, il Tribunale ha accolto il ricorso congiunto delle due mamme.
Questa decisione segue la sentenza del luglio 2014, nonché le successive del 2015, compresa la sentenza della Corte d’Appello del dicembre scorso.

Su Gaypost.it potete trovare la notizia ed anche un nostro approfondimento sulla stepchild adoption.

Se volete maggiori informazioni sul tema dell’omogenitorialità e/o un primo orientamento legale scriveteci a info@gaylex.it

Esponiamoci tutte e tutti contro l’omofobia!

Dopo le gravi affermazioni del Sen. Roberto Formigoni che ha insultato centinaia di migliaia di persone omosessuali a cui ha dato delle “checche” via Twitter, entra nel vivo la campagna promossa dal nostro Avv. Cathy La Torre e che Gay Lex realizza in collaborazione con numerosi avvocati in Italia, Gay.it, il Red di Bologna e il Circolo Mario Mieli di Roma: qui infatti troverete un prototipo di Esposto che potrete compilare con i vostri dati e inviare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano (via posta, via Freguglia 1 – 20122 Milano oppure via pec prot.procura.milano@giustiziacert.it).

Come ci spiega l’Avv. La Torre, infatti, in assenza di una legge specifica contro i reati di omofobia, sono azioni legali di questo tipo – di politica e cittadinanza attiva  – che possono smuovere le acque auspicando che al più presto il vuoto legislativo venga colmato.

Un ringraziamento va a tutti i colleghi che hanno collaborato alla redazione dell’esposto e in particolare all’Avv. Michele Giarratano e gli Avv.ti Serena Floriani Bestetti e Nicola Posteraro, nonché al blogger Fabio Nacchio e alla screenwriter Jean Elia.

Qui anche l’Esposto in formato doc.

Per assistenza potete, come sempre, contattare l’Avv. La Torre e gli altri avvocati di Gay Lex all’indirizzo info@gaylex.it

Insulti omofobi e minacce? Denunciate!

12615762_954527067962569_7960695533071994970_oStamattina abbiamo accompagnato Davide alla Polizia postale per sporgere denuncia.
Davide due giorni fa ha subito gravi minacce sul web da un partecipante del Family day che, in pratica, gli ha promesso delle “manganellate” per la sua omosessualità.
Davide ha scelto di non tacere e di non minimizzare l’accaduto, e ha voluto denunciare tutto per non permettere che chiunque possa ingiuriare, minacciare e farla franca solo perché protetto da uno schermo!
Noi avvocate e avvocati di Gay Lex siamo con lui e con tutte le persone che decidono di non restare in silenzio.
È evidente quanto sia necessario che anche in Italia venga approvata finalmente una legge che punisca l’omofobia.
Sarebbero questi i partecipanti del Family Day? La vostra violenza e il vostro odio non fermeranno il progresso: adeguatevi alla civiltà!
Trovate un’intervista a noi e a Davide anche su Gay.it.

Se siete vittima di discriminazione non esitate a scriverci a info@gaylex.it

La Corte di Appello di Roma dice SI alla stepchild adoption

La Corte di Appello di Roma conferma la sentenza emessa dal Tribunale per i minorenni di Roma nel luglio 2014 (relatrice la Presidente del Tribunale dott.ssa Cavallo – e di cui avevamo parlato qui) relativa a stepchild adoption di una co-madre all’interno di una famiglia omogenitoriale, ex art. 44 lettera D della Legge sull’Adozione (Legge 184 del 1983 e successive modificazioni).

Trovate un nostro breve commento alla notizia sul sito Gay.it

Se volete maggiori informazioni sul tema dell’omogenitorialità e/o un primo orientamento legale scriveteci a info@gaylex.it

 

Testamento: in Liguria donna muore e lascia alla compagna i propri beni; i parenti la denunciano.

E’ di stamani la notizia riportata da Il Secolo XIX e da GAY.IT che i parenti di una donna lesbica deceduta a causa di un tumore e che ha lasciato tutti i propri beni in eredità alla propria compagna hanno denunciato quest’ultima per circonvenzione di incapace e altri reati.

Al di là della vicenda in sé (che ci auguriamo si risolva nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile per la signora che, oltre alla perdita della propria compagna di una vita, è costretta ad affrontare un procedimento giudiziario) ci interessa soffermarci invece su un aspetto importante della vicenda e che riguarda, appunto, il testamento.
In assenza di una legge che riconosca le unioni fra persone dello stesso sesso, infatti, è importantissimo tutelarsi all’interno della coppia attraverso strumenti di diritto civile quali  ad esempio i contratti di convivenza, la designazione anticipata di amministratore di sostegno e, appunto, il testamento.

Il testamento può essere fatto davanti un notaio o, più semplicemente (e con minori costi) può essere redatto di proprio pugno (testamento olografo), avendo lo stesso identico valore di quello pubblico notarile. Il testatore potrà lasciare liberamente i propri beni a chiunque ritiene e la legge prevede dei correttivi e delle tutele solo per alcune categorie di parenti cui spetta la “quota di riserva” (se ci sono i discendenti diretti o in mancanza gli ascendenti diretti ed i coniugi – non invece, ad esempio, i fratelli ed i loro figli, gli zii etc..)

Il testamento olografo è un atto unilaterale di facile scrittura anche se, per una maggiore tutela e sicurezza, è comunque consigliabile rivolgersi per consulenza e supporto ad uno studio legale per avere suggerimenti sulla redazione dello stesso.

Se volete maggiori informazioni sul tema dei testamenti e del diritto successorio, e/o un primo orientamento legale scriveteci a info@gaylex.it 

 

Caso Bernaroli: NO al divorzio imposto!

Con la sentenza odierna della Corte di Cassazione, si chiude l’annosa vicenda legale del “divorzio imposto” che vedeva protagoniste Alessandra Bernaroli e sua moglie.

Tale vicenda trae origine dalla richiesta della coppia di restare sposata anche in seguito alla rettificazione anagrafica di sesso di Bernaroli. Nonostante la ferma volontà delle coniugi, divenute nel frattempo entrambe donne, di mantenere in vita il loro matrimonio, l’ufficiale di stato civile di Finale Emilia aveva provveduto ad annotare nei registri di stato civile lo scioglimento del vincolo coniugale quale conseguenza “automatica” della rettificazione di sesso.

Contro questo provvedimento amministrativo ricorrevano le due donne, ottenendo in primo grado una decisione favorevole da parte del Tribunale di Modena, e, in secondo grado a seguito di ricorso del PM, un provvedimento negativo della Corte d’appello di Bologna.

Seguiva poi la sentenza n.14329 del 2013 della Corte di Cassazione, la quale confermava lo scioglimento automatico del vincolo matrimoniale in base all’art. 4 della legge 164/1982 sulla rettificazione di sesso. La Suprema Corte, però, rimandava la questione alla Corte Costituzionale in quanto ravvisava nel “divorzio imposto” contro la volontà delle coniuge una possibile lesione ex artt. 2, 3, 24, 29 e 117 della Costituzione.

La Corte Costituzionale, quindi, con sentenza n.170/2014 accoglieva la tesi secondo cui il “divorzio imposto” è lesivo di principi costituzionali e dichiarava illegittima la relativa norma. Tale decisione è stata quindi confermata nella sentenza depositata in data odierna secondo cui Alessandra Bernaroli e sua moglie resteranno unite in matrimonio almeno finché non entri in vigore in Italia una legge sulle unioni civili, di modo che il loro legame matrimoniale possa essere convertito in unione civile e vengano fatti salvi tutti i diritti discendenti da quel legame che loro, in nessun momento, avevano avuto la volontà di scindere.

Di fatto, dunque, Alessandra e Alessandra sono la prima coppia omosex sposata in Italia.

 

Se volete maggiori informazioni sul tema della riattribuzione di sesso o sui matrimoni same-sex o su separazione e divorzio, e/o un primo orientamento legale scriveteci a info@gaylex.it 

 

 

Impianto di embrioni “congelati” con dna del marito defunto: dopo la decisione dello scorso mese del Tribunale di Bologna è possibile.

In questi giorni le dichiarazioni conservatrici di due noti stilisti italiani hanno riaperto il dibattito sulla procreazione medicalmente assistita, cogliamo quindi l’occasione per riportarvi un’importante notizia di qualche settimana fa, che non ha avuto la giusta eco mediatica.

La vicenda (che trovate riportata qui) riguarda una donna cinquantenne di Bologna che per lungo tempo si è vista negare dal Policlinico Sant’Orsola il diritto di ottenere l’impianto degli embrioni crioconservati con il consenso suo e del marito, defunto pochi anni fa.

A seguito dell’esito negativo di un intervento di fecondazione assistita, eseguito nel 1996 presso il policlinico Sant’ Orsola di Bologna, la coppia prestò il proprio consenso alla crioconservazione degli embrioni: volontà, questa, confermata fino al 2010, anno di morte del marito.

Il motivo della negazione dell’impianto risiedeva nel fatto che la coppia non avesse richiesto tale procedura “per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione”, ossia l’unica eccezione ammessa ai fini della crioconservazione ai sensi dell’art. 14, co.1 della l. 19 febbraio 2004, n.40 ( le norme in materia di procreazione medicalmente assistita attualmente in vigore), bensì a causa dei gravi problemi di salute del marito, che avrebbero impedito alla coppia di adempiere adeguatamente agli obblighi inerenti la responsabilità genitoriale.

Tuttavia, a seguito di una più attenta lettura dell’allegato concernente le linee guida sulle procedure e sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita della medesima legge, il collegio della prima sezione civile del Tribunale di Bologna non solo ha accolto il reclamo della signora, ma ha ordinato al Policlinico, qualora la signora scegliesse di sostenere la gravidanza, di procedere immediatamente all’ intervento, in ragione dell’avanzata età di quest’ultima: in merito agli embrioni in attesa di un futuro impianto, tra cui quelli congelati prima dell’entrata in vigore della legge 40/2004 le linee guida prevedono che “la donna ha sempre il diritto ad ottenere il trasferimento degli embrioni crioconservati”.

 

Se volete maggiori informazioni sul tema della PMA (procreazione medicalmente assistita) e/o un primo orientamento legale scriveteci a info@gaylex.it 

Stepchild-adoption: per la prima volta un tribunale italiano riconosce l’adozione all’interno di una famiglia omogenitoriale

Il Tribunale per i Minorenni di Roma, con una sentenza storica depositata lo scorso 30 luglio 2014, ha riconosciuto l’adozione di una bimba che vive all’interno di una famiglia omogenitoriale con due madri. La coppia di donne ha avuto una bimba all’estero anni fa con procreazione assistita eterologa per realizzare un progetto di genitorialità condivisa.

Il Tribunale ha accolto il ricorso presentato per ottenere l’adozione della figlia da parte della mamma non biologica: si tratta dunque del primo caso di riconoscimento in Italia della “stepchild adoption”, già consentita in altri Paesi da decenni.

I giudici capitolini estendono al caso di specie l’istituto giuridico previsto dall’art. 44, lett. D della Legge 4 maggio 1983, n. 184 (“Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori”), che di fatto già da diversi anni era stata interpretata in senso esteso dalla giurisprudenza per consentire l’adozione da parte di singoli o di coppie non sposate nel caso in cui sussista di fatto una relazione genitoriale col minore.
Secondo un giusto procedimento logico del Tribunale per i minorenni di Roma (che richiama – fra gli altri – gli artt. 2 e 3 della Costituzione, nonché le sentenze Cost. 138/2010 e Cass. 601/2013, nonché ancora gli artt. 8 e 14 CEDU e la copiosa giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), se tale tipo di adozione c.d. “in casi particolari” é consentita alle coppie eterosessuali non sposate ed ai singoli, sarebbe allora certamente illegittimo, in quanto discriminatorio sulla base dell’orientamento sessuale, non consentirla anche per le coppie omosessuali.
Il tribunale rileva nello specifico come la giurisprudenza (non solo europea ma anche Italiana, vedi sopra) abbia già chiarito che l’orientamento sessuale del genitore non incide negativamente sulla crescita dei figli e come non vi sia alcuna ragione per dubitare della capacità genitoriale di coppie formate da due donne o da due uomini, ed espressamente afferma che “l’omogenitorialità è “una genitorialità “diversa” ma parimenti sana e meritevole di essere riconosciuta in quanto tale”.

 

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GENITORI G.A.Y. – Good As You

E’ appena uscito, edito da Tempesta Editore il bel libro di Sara Kay sul tema dell’omogenitorialità in Italia dal titolo “Genitori G.A.Y. – Good As You” con, fra gli altri, un intervento dell’Avv. Michele Giarratano di GLT lex.

Maggiori informazioni sul libro e sull’autrice le trovate qui.

Se volete maggiori informazioni sul tema dell’omogenitorialità e/o un primo orientamento legale scriveteci a info@gaylex !