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Stepchild adoption “incrociata”: nuova sentenza del Tribunale per i minorenni di Roma

Ancora una volta, il Tribunale per i Minori di Roma riconosce la genitorialità ad una coppia lesbica.
A presentare la richiesta di adozione ex lett. D art. 44 Legge Adozioni, in questo caso, sono state entrambe le donne, madri biologiche ognuna di una delle loro due bimbe.
Con una sentenza firmata dall’ormai ex Presidente, la Giudice Dott.ssa Melita Cavallo, il Tribunale ha accolto il ricorso congiunto delle due mamme.
Questa decisione segue la sentenza del luglio 2014, nonché le successive del 2015, compresa la sentenza della Corte d’Appello del dicembre scorso.

Su Gaypost.it potete trovare la notizia ed anche un nostro approfondimento sulla stepchild adoption.

Se volete maggiori informazioni sul tema dell’omogenitorialità e/o un primo orientamento legale scriveteci a info@gaylex.it

La Corte di Appello di Roma dice SI alla stepchild adoption

La Corte di Appello di Roma conferma la sentenza emessa dal Tribunale per i minorenni di Roma nel luglio 2014 (relatrice la Presidente del Tribunale dott.ssa Cavallo – e di cui avevamo parlato qui) relativa a stepchild adoption di una co-madre all’interno di una famiglia omogenitoriale, ex art. 44 lettera D della Legge sull’Adozione (Legge 184 del 1983 e successive modificazioni).

Trovate un nostro breve commento alla notizia sul sito Gay.it

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Testamento: in Liguria donna muore e lascia alla compagna i propri beni; i parenti la denunciano.

E’ di stamani la notizia riportata da Il Secolo XIX e da GAY.IT che i parenti di una donna lesbica deceduta a causa di un tumore e che ha lasciato tutti i propri beni in eredità alla propria compagna hanno denunciato quest’ultima per circonvenzione di incapace e altri reati.

Al di là della vicenda in sé (che ci auguriamo si risolva nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile per la signora che, oltre alla perdita della propria compagna di una vita, è costretta ad affrontare un procedimento giudiziario) ci interessa soffermarci invece su un aspetto importante della vicenda e che riguarda, appunto, il testamento.
In assenza di una legge che riconosca le unioni fra persone dello stesso sesso, infatti, è importantissimo tutelarsi all’interno della coppia attraverso strumenti di diritto civile quali  ad esempio i contratti di convivenza, la designazione anticipata di amministratore di sostegno e, appunto, il testamento.

Il testamento può essere fatto davanti un notaio o, più semplicemente (e con minori costi) può essere redatto di proprio pugno (testamento olografo), avendo lo stesso identico valore di quello pubblico notarile. Il testatore potrà lasciare liberamente i propri beni a chiunque ritiene e la legge prevede dei correttivi e delle tutele solo per alcune categorie di parenti cui spetta la “quota di riserva” (se ci sono i discendenti diretti o in mancanza gli ascendenti diretti ed i coniugi – non invece, ad esempio, i fratelli ed i loro figli, gli zii etc..)

Il testamento olografo è un atto unilaterale di facile scrittura anche se, per una maggiore tutela e sicurezza, è comunque consigliabile rivolgersi per consulenza e supporto ad uno studio legale per avere suggerimenti sulla redazione dello stesso.

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Impianto di embrioni “congelati” con dna del marito defunto: dopo la decisione dello scorso mese del Tribunale di Bologna è possibile.

In questi giorni le dichiarazioni conservatrici di due noti stilisti italiani hanno riaperto il dibattito sulla procreazione medicalmente assistita, cogliamo quindi l’occasione per riportarvi un’importante notizia di qualche settimana fa, che non ha avuto la giusta eco mediatica.

La vicenda (che trovate riportata qui) riguarda una donna cinquantenne di Bologna che per lungo tempo si è vista negare dal Policlinico Sant’Orsola il diritto di ottenere l’impianto degli embrioni crioconservati con il consenso suo e del marito, defunto pochi anni fa.

A seguito dell’esito negativo di un intervento di fecondazione assistita, eseguito nel 1996 presso il policlinico Sant’ Orsola di Bologna, la coppia prestò il proprio consenso alla crioconservazione degli embrioni: volontà, questa, confermata fino al 2010, anno di morte del marito.

Il motivo della negazione dell’impianto risiedeva nel fatto che la coppia non avesse richiesto tale procedura “per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione”, ossia l’unica eccezione ammessa ai fini della crioconservazione ai sensi dell’art. 14, co.1 della l. 19 febbraio 2004, n.40 ( le norme in materia di procreazione medicalmente assistita attualmente in vigore), bensì a causa dei gravi problemi di salute del marito, che avrebbero impedito alla coppia di adempiere adeguatamente agli obblighi inerenti la responsabilità genitoriale.

Tuttavia, a seguito di una più attenta lettura dell’allegato concernente le linee guida sulle procedure e sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita della medesima legge, il collegio della prima sezione civile del Tribunale di Bologna non solo ha accolto il reclamo della signora, ma ha ordinato al Policlinico, qualora la signora scegliesse di sostenere la gravidanza, di procedere immediatamente all’ intervento, in ragione dell’avanzata età di quest’ultima: in merito agli embrioni in attesa di un futuro impianto, tra cui quelli congelati prima dell’entrata in vigore della legge 40/2004 le linee guida prevedono che “la donna ha sempre il diritto ad ottenere il trasferimento degli embrioni crioconservati”.

 

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Stepchild-adoption: per la prima volta un tribunale italiano riconosce l’adozione all’interno di una famiglia omogenitoriale

Il Tribunale per i Minorenni di Roma, con una sentenza storica depositata lo scorso 30 luglio 2014, ha riconosciuto l’adozione di una bimba che vive all’interno di una famiglia omogenitoriale con due madri. La coppia di donne ha avuto una bimba all’estero anni fa con procreazione assistita eterologa per realizzare un progetto di genitorialità condivisa.

Il Tribunale ha accolto il ricorso presentato per ottenere l’adozione della figlia da parte della mamma non biologica: si tratta dunque del primo caso di riconoscimento in Italia della “stepchild adoption”, già consentita in altri Paesi da decenni.

I giudici capitolini estendono al caso di specie l’istituto giuridico previsto dall’art. 44, lett. D della Legge 4 maggio 1983, n. 184 (“Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori”), che di fatto già da diversi anni era stata interpretata in senso esteso dalla giurisprudenza per consentire l’adozione da parte di singoli o di coppie non sposate nel caso in cui sussista di fatto una relazione genitoriale col minore.
Secondo un giusto procedimento logico del Tribunale per i minorenni di Roma (che richiama – fra gli altri – gli artt. 2 e 3 della Costituzione, nonché le sentenze Cost. 138/2010 e Cass. 601/2013, nonché ancora gli artt. 8 e 14 CEDU e la copiosa giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), se tale tipo di adozione c.d. “in casi particolari” é consentita alle coppie eterosessuali non sposate ed ai singoli, sarebbe allora certamente illegittimo, in quanto discriminatorio sulla base dell’orientamento sessuale, non consentirla anche per le coppie omosessuali.
Il tribunale rileva nello specifico come la giurisprudenza (non solo europea ma anche Italiana, vedi sopra) abbia già chiarito che l’orientamento sessuale del genitore non incide negativamente sulla crescita dei figli e come non vi sia alcuna ragione per dubitare della capacità genitoriale di coppie formate da due donne o da due uomini, ed espressamente afferma che “l’omogenitorialità è “una genitorialità “diversa” ma parimenti sana e meritevole di essere riconosciuta in quanto tale”.

 

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GENITORI G.A.Y. – Good As You

E’ appena uscito, edito da Tempesta Editore il bel libro di Sara Kay sul tema dell’omogenitorialità in Italia dal titolo “Genitori G.A.Y. – Good As You” con, fra gli altri, un intervento dell’Avv. Michele Giarratano di GLT lex.

Maggiori informazioni sul libro e sull’autrice le trovate qui.

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Uno studio comparato sul regime della Surrogacy commissionato dal Parlamento Europeo

A inizio anno è stato rilasciato un importante documento datato Maggio 2013 sul tema della Surrogacy (anche detta GPA – Gestazione per Altri): è un importante e approfondito studio scientifico comparato sul regime legale della Surrogacy nei Paesi Membri dell’Unione Europea, commissionato dal Parlamento Europeo.

Lo trovate qui.

(Per le famiglie omogenitoriali già esistenti, ricordiamo che nonostante il vuoto normativo in Italia, è possibile dotarsi comunque di strumenti legali per la tutela familiare: per maggiori informazioni contattatateci all’indirizzo info@gaylex.it per un primo orientamento legale.)

La Commissione Nazionale d’Etica per la Medicina della Svizzera dice SI

In questi giorni è stato diffuso il Parere n.22/2013 della Commissione Nazionale d’Etica per la Medicina della Svizzera dal titolo La procreazione con assistenza medica: considerazioni etiche e proposte per il futuro.

Nel testo che trovate qui (NEK+Fortpflanzungsmedizin+It) in allegato nella sua traduzione italiana, la Commissione esprime parere favorevole su diversi aspetti della procreazione medicalmente assistita e perfino sulla gestazione di sostegno (ovvero la MPA, maternità per altri).

Si spera dunque che il Parlamento Svizzero tenga in considerazione questo importante documento scientifico per permettere la crescita e la formazione di nuove famiglie in Svizzera e in tutta Europa.

(Per le famiglie omogenitoriali già esistenti, ricordiamo che nonostante il vuoto normativo in Italia, è possibile dotarsi comunque di strumenti legali per la tutela familiare: per maggiori informazioni contattatateci all’indirizzo info@gaylex.it per un primo orientamento legale.)

Affidamento minore a coppia gay ed Omogenitorialità

La notizia del giorno è quella pubblicata qui dal Corriere della Sera circa l’affido temporaneo di una bambina di 3 anni ad una coppia di uomini emiliano-romagnoli da parte del Tribunale per i Minorenni dell’Emilia Romagna che ha sede a Bologna.

Le famiglie omogenitoriali (ovvero famiglie con figli i cui genitori sono due madri o due padri) sono ormai una realtà sempre più radicata in Europa e nel Mondo, ed anche nel territorio nazionale italiano. Continua la lettura di Affidamento minore a coppia gay ed Omogenitorialità

Le Hawaii sono il 16simo stato degli Usa a estendere il matrimonio alle coppie dello stesso sesso

A partire dal prossimo 2 dicembre per le coppie gay e lesbiche americane (e non) sarà possibile sposarsi anche nell’arcipelago delle Hawaii, che si unisce agli altri 15 Stati degli USA in cui già era possibile farlo.

Dopo l’approvazione da parte del Parlamento dello Stato, infatti, ieri è arrivata anche la firma del Governatore sulla legge che estende alle coppie omosessuali il matrimonio.

 

Per un primo orientamento legale sulle pratiche per contrarre matrimonio all’estero, nonché per la regolarizzazione dei rapporti in Italia, attraverso contratti di convivenza e ulteriori strumenti, scrivete a info@gaylex.it