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FAI LA CAUSA GIUSTA, il fondo per le vittime di omotransfobia ideato da GayLex

 

“FAI LA CAUSA GIUSTA”
IL FONDO PER LE VITTIME DI OMOTRANSFOBIA

In occasione della Giornata contro le discriminazioni omotransfobiche, GayLex – la rete di avvocati e attivisti LGBT – dà vita a un Fondo per le vittime di odio e discriminazione omotransfobica.
In un contesto in cui l’omotransfobia, nel linguaggio pubblico e talvolta istituzionale, è fuori controllo, in cui crescono i crimini motivati da odio e da discriminazione, il fondo aiuterà le vittime a sostenere le spese per denunciare episodi di violenza, bullismo, diffamazione, incitamento e istigazione omotransfobica.
Un sostegno concreto a chi denuncia e a chi vuole affermare il proprio diritto a non essere discriminato.

Un modo efficace per far tremare i polsi agli istigatori di mestiere di odio omotransfobico.
Fai la Causa giusta: noi ti sosterremo!

A CHI E’ RIVOLTO

Fai la Causa Giusta è rivolto a chiunque abbia subito una violenza o una discriminazione in ragione del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere.
Con il fondo, la mancanza di risorse economiche per denunciare l’omotransfobia non sarà più un problema.

COSA FINANZIA?
– Spese legali e processuali per denunce contro episodi di discriminazione e omotransfobia.

– Diretta settimanale su Facebook sui diritti delle persone LGBT.

– Counseling per l’orientamento in casi di discriminazione o mobbing in ragione dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere.

– Spese legali per azioni di contrasto al bullismo omotransfobico nelle scuole.

COME ACCEDERE AL FONDO?
Scrivendo a info@gaylex.it o inviando un messaggio sulla nostra pagina Facebook GayLex.

COME SOSTENERE IL FONDO?
– Offrendo supporto come attivisti, legali o consulenti volontari
– Donando sul nostro sito www.gaylex.it
– Acquistando il merchandising di GayLex

Un anno di Unioni Civili, ecco la guida tascabile di GayLex: scaricatela sul vostro pc!

Un anno è ormai passato dall’approvazione delle unioni civili, ma ancora in tanti hanno dubbi, incertezze, e domande su questo strumento legislativo – una conquista di civiltà che andrà allargata e riempita di contenuti per colmare il gap con gli altri Paesi europei – e noi cercheremo di fugare ogni dubbio. State cercando di capirne di più? Ecco la nostra guida in pillole, facile da leggere e da scaricare sul vostro pc. 

Se avete altre domande, non esitate a scriverci a info@gaylex.it!

 

Gay Lex: “Immediata sospensione di Silvana De Mari dall’Ordine dei Medici per omofobia”

Silvana De Mari, “chirurga e psicoterapeuta” a Torino.

Pubblicamente asserisce che l’omosessualità è un disturbo possibile da curare, a partire dalla castità. E aggiunge che nelle endoscopie anali effettuate sugli omosessuali ha visto condizioni “spaventose” malattie “devastanti”.

Rammentiamo alla dottoressa Mari che il giuramento di “Ippocrate” che lei ha pronunciato diventando medico recita testualmente: “… di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario”.

Ci pare evidente che la dott.ssa abbia bisogno di un periodo di ‘riposo’. Immediato, forzato, a tempo indeterminato.

Dopo le vostre segnalazioni, GAY LEX scriverà all’Ordine dei Medici per chiedere l’IMMEDIATA SOSPENSIONE del titolo che la De Mari esercita contro quel giuramento e contro i diritti dei pazienti omosessuali.

Vi avevamo promesso battaglia e niente più sconti agli omofobi, e stiamo mantenendo la parola.

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La prima GIUSTA CAUSA di Gay Lex: citati in giudizio Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni per manifesto omofobo

BOLOGNA – La loro foto in Italia ha fatto il giro dei social, dei siti web. E’ stata affissa lungo strade e piazze. Ma non per le finalità per le quali era stata scattata nel 2014. La fotografia di una coppia gay canadese che stringe al petto il figlio appena nato da una madre surrogata‘, realizzata dalla fotografa Lindsay Foster per un progetto a sostegno della “surrogacy” (pratica diffusa e legale nel paese nordamericano), è stata usata da Fratelli d’Italia per una campagna contro l’utero in affitto” nei giorni in cui era in discussione la legge sulle unioni civili. “Lui non potrà mai dire mamma. I diritti da difendere sono quelli dei bambini”, lo slogan che accompagnava l’immagine dei due papà con il loro piccolo. Un utilizzo indebito, non autorizzato, contrario alle finalità per cui lo scatto fu realizzato, di fatto una violazione del diritto d’autore, nonchè un danno alla famiglia, secondo gli avvocati di GayLex, che oggi hanno citato in giudizio il partito di Giorgia Meloni a nome della coppia e della fotografa. Non è la prima volta, ricordano i legali di Gaylex, che Fdi incappa in simili errori: era già accaduto con una foto ‘rubata’ ad Oliviero Toscani e utilizzata per dire ‘no’ alle adozioni alle coppie omosessuali e con manifesto contro l’educazione alle differenze di genere nelle scuole per il quale era stata utilizzata l’immagine di una giovane transgender morta suicida. “Quando per la prima volta abbiamo scoperto che la nostra foto era stata usata da Fratelli d’Italia, siamo rimasti sconvolti. Questo scatto per molti è diventato un simbolo d’amore e non potevamo comprendere come qualcuno potesse utilizzare questa foto per odio”, spiega alla ‘Dire’ da Toronto Frank Nelson, padre assieme a Bj Barone di Milo.

Quell’immagine, peraltro, è stata scattata con precise finalità, specificate in un contratto per il servizio fotografico, ed è protetta dal diritto d’autore. A segnalare l’utilizzo della foto da parte di Fdi, un cugino italiano di Barone. “Non sapevamo cosa fare- racconta Frank- nello stesso periodo un altro politico in Irlanda stava usando la nostra fotografia per gli stessi scopi. Ma noi non volevamo che la nostra foto fosse utilizzata in una campagna contro la comunità Lgtb, in Italia o in Irlanda. Così abbiamo avviato una campagna twitter”. Peraltro, aggiunge Nelson, “sapevamo che quello che Fratelli d’Italia stava facendo era illegale. Hanno usato la nostra foto senza permesso, mettendo a rischio anche un minore”. Dopo aver cercato l’aiuto di alcuni avvocati in Canada, Frank e Bj sono stati contattati da Cathy La Torre e Michele Giarratano di Gaylex e hanno deciso di intentare una causa, assieme a Lindsay Foster, per tutelare i diritti della loro famiglia e del loro figlio.

“Noi speriamo di ricevere delle scuse- spiega Frank e vogliamo che capiscano che non possono rubare le foto delle persone. Come partito politico non dovrebbero infrangere la legge, dovrebbero adottare degli standard più alti” di comportamento. La coppia chiederà anche un risarcimento economico per l’offesa e il danno subito dalla loro famiglia. “Mio marito è stato veramente male lo scorso anno quando ha scoperto la foto. A causa di quanto accaduto ha avuto un collasso ed è finito in ospedale, E’ stato molto stressante per tutti noi“, ammette Frank, assicurando che in ogni caso Bj ha avuto una grande supporto dalla sua famiglia, anche dall’Italia. “Dalla causa mi aspetto delle pubbliche scuse, la certezza che non possano fare la stessa cosa a nessuno e che comprendano che ogni bambino ha diritto a genitori che lo amino. Non solo un padre e una madre. Ogni famiglia è diversa e non c’è un modo sbagliato di creare una famiglia“, scandisce Bj. Quanto alla leader di Fdi, Giorgia Meloni, Bj Barone dice: “So che ha avuto una bambina e spero che l’amore per sua figlia le apra gli occhi e il cuore per capire che ogni bambino vuole solo essere amato e che ci si prenda cura di lui”.

Resta l’amarezza per quanto accaduto. “Hanno rovinato quello che per noi è stato un momento di pura gioia e felicità. Ora dobbiamo lottare e fare in modo di far capire a loro e al mondo che la famiglia ha a che fare con l’amore, non importa quale. Ogni famiglia è diversa e Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia devono avere rispetto per questo“, conclude Bj Barone. “Siamo nati con lo scopo di fare le pulci agli omofobi, di chiedere ristoro per i danni subiti da chi è vittima di omotransfobia, perchè in Italia talvolta le sentenze sono più innovative del pensiero politico e negli ultimi anni ne abbiamo avuto molte conferme”, spiegano gli avvocati di GayLex, Cathy La Torre e Michele Giarratano. “Questa causa internazionale nasce dal basso, noi infatti agiamo pro-bono e le spese legali per l’azione sono state sostenute da tanti e tante attraverso donazione sul nostro sito www.gaylex.it– puntualizzano- Fratelli d’Italia non è nuova a questa illecita pratica di rubare immagini di persone gay lesbiche o trans per utilizzarle contro la nostra stessa comunità. Per questo abbiamo deciso di agire contro Fdi per la lesione del diritto all’immagine e alla dignità di Nelson e Bj, così da impedire che lo facciano ancora”. E c’è, invece, chi se la prende con i giovani di oggi.

 

(Vania Vorcelli,  DIRE)