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Gay Lex: “Immediata sospensione di Silvana De Mari dall’Ordine dei Medici per omofobia”

Silvana De Mari, “chirurga e psicoterapeuta” a Torino.

Pubblicamente asserisce che l’omosessualità è un disturbo possibile da curare, a partire dalla castità. E aggiunge che nelle endoscopie anali effettuate sugli omosessuali ha visto condizioni “spaventose” malattie “devastanti”.

Rammentiamo alla dottoressa Mari che il giuramento di “Ippocrate” che lei ha pronunciato diventando medico recita testualmente: “… di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario”.

Ci pare evidente che la dott.ssa abbia bisogno di un periodo di ‘riposo’. Immediato, forzato, a tempo indeterminato.

Dopo le vostre segnalazioni, GAY LEX scriverà all’Ordine dei Medici per chiedere l’IMMEDIATA SOSPENSIONE del titolo che la De Mari esercita contro quel giuramento e contro i diritti dei pazienti omosessuali.

Vi avevamo promesso battaglia e niente più sconti agli omofobi, e stiamo mantenendo la parola.

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La prima GIUSTA CAUSA di Gay Lex: citati in giudizio Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni per manifesto omofobo

BOLOGNA – La loro foto in Italia ha fatto il giro dei social, dei siti web. E’ stata affissa lungo strade e piazze. Ma non per le finalità per le quali era stata scattata nel 2014. La fotografia di una coppia gay canadese che stringe al petto il figlio appena nato da una madre surrogata‘, realizzata dalla fotografa Lindsay Foster per un progetto a sostegno della “surrogacy” (pratica diffusa e legale nel paese nordamericano), è stata usata da Fratelli d’Italia per una campagna contro l’utero in affitto” nei giorni in cui era in discussione la legge sulle unioni civili. “Lui non potrà mai dire mamma. I diritti da difendere sono quelli dei bambini”, lo slogan che accompagnava l’immagine dei due papà con il loro piccolo. Un utilizzo indebito, non autorizzato, contrario alle finalità per cui lo scatto fu realizzato, di fatto una violazione del diritto d’autore, nonchè un danno alla famiglia, secondo gli avvocati di GayLex, che oggi hanno citato in giudizio il partito di Giorgia Meloni a nome della coppia e della fotografa. Non è la prima volta, ricordano i legali di Gaylex, che Fdi incappa in simili errori: era già accaduto con una foto ‘rubata’ ad Oliviero Toscani e utilizzata per dire ‘no’ alle adozioni alle coppie omosessuali e con manifesto contro l’educazione alle differenze di genere nelle scuole per il quale era stata utilizzata l’immagine di una giovane transgender morta suicida. “Quando per la prima volta abbiamo scoperto che la nostra foto era stata usata da Fratelli d’Italia, siamo rimasti sconvolti. Questo scatto per molti è diventato un simbolo d’amore e non potevamo comprendere come qualcuno potesse utilizzare questa foto per odio”, spiega alla ‘Dire’ da Toronto Frank Nelson, padre assieme a Bj Barone di Milo.

Quell’immagine, peraltro, è stata scattata con precise finalità, specificate in un contratto per il servizio fotografico, ed è protetta dal diritto d’autore. A segnalare l’utilizzo della foto da parte di Fdi, un cugino italiano di Barone. “Non sapevamo cosa fare- racconta Frank- nello stesso periodo un altro politico in Irlanda stava usando la nostra fotografia per gli stessi scopi. Ma noi non volevamo che la nostra foto fosse utilizzata in una campagna contro la comunità Lgtb, in Italia o in Irlanda. Così abbiamo avviato una campagna twitter”. Peraltro, aggiunge Nelson, “sapevamo che quello che Fratelli d’Italia stava facendo era illegale. Hanno usato la nostra foto senza permesso, mettendo a rischio anche un minore”. Dopo aver cercato l’aiuto di alcuni avvocati in Canada, Frank e Bj sono stati contattati da Cathy La Torre e Michele Giarratano di Gaylex e hanno deciso di intentare una causa, assieme a Lindsay Foster, per tutelare i diritti della loro famiglia e del loro figlio.

“Noi speriamo di ricevere delle scuse- spiega Frank e vogliamo che capiscano che non possono rubare le foto delle persone. Come partito politico non dovrebbero infrangere la legge, dovrebbero adottare degli standard più alti” di comportamento. La coppia chiederà anche un risarcimento economico per l’offesa e il danno subito dalla loro famiglia. “Mio marito è stato veramente male lo scorso anno quando ha scoperto la foto. A causa di quanto accaduto ha avuto un collasso ed è finito in ospedale, E’ stato molto stressante per tutti noi“, ammette Frank, assicurando che in ogni caso Bj ha avuto una grande supporto dalla sua famiglia, anche dall’Italia. “Dalla causa mi aspetto delle pubbliche scuse, la certezza che non possano fare la stessa cosa a nessuno e che comprendano che ogni bambino ha diritto a genitori che lo amino. Non solo un padre e una madre. Ogni famiglia è diversa e non c’è un modo sbagliato di creare una famiglia“, scandisce Bj. Quanto alla leader di Fdi, Giorgia Meloni, Bj Barone dice: “So che ha avuto una bambina e spero che l’amore per sua figlia le apra gli occhi e il cuore per capire che ogni bambino vuole solo essere amato e che ci si prenda cura di lui”.

Resta l’amarezza per quanto accaduto. “Hanno rovinato quello che per noi è stato un momento di pura gioia e felicità. Ora dobbiamo lottare e fare in modo di far capire a loro e al mondo che la famiglia ha a che fare con l’amore, non importa quale. Ogni famiglia è diversa e Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia devono avere rispetto per questo“, conclude Bj Barone. “Siamo nati con lo scopo di fare le pulci agli omofobi, di chiedere ristoro per i danni subiti da chi è vittima di omotransfobia, perchè in Italia talvolta le sentenze sono più innovative del pensiero politico e negli ultimi anni ne abbiamo avuto molte conferme”, spiegano gli avvocati di GayLex, Cathy La Torre e Michele Giarratano. “Questa causa internazionale nasce dal basso, noi infatti agiamo pro-bono e le spese legali per l’azione sono state sostenute da tanti e tante attraverso donazione sul nostro sito www.gaylex.it– puntualizzano- Fratelli d’Italia non è nuova a questa illecita pratica di rubare immagini di persone gay lesbiche o trans per utilizzarle contro la nostra stessa comunità. Per questo abbiamo deciso di agire contro Fdi per la lesione del diritto all’immagine e alla dignità di Nelson e Bj, così da impedire che lo facciano ancora”. E c’è, invece, chi se la prende con i giovani di oggi.

 

(Vania Vorcelli,  DIRE)

Fotomontaggio offensivo di Chef Rubio: Nichi Vendola si affida a Gay Lex

Dopo il disgustoso fotomontaggio apparso ieri sulla fanpage di Chef Rubio, in cui l’ex governatore pugliese Nichi Vendola viene associato ad una ‘promessa’ di sesso orale in caso di vittoria del “Sì” al referendum di dicembre, lo stesso Vendola ha dato mandato a GAY LEX per chiedere la rimozione del fotomontaggio, nonché di difendere il suo onore nelle sedi opportune.

Oltre a trattarsi di scadente e incomprensibile sarcasmo, usa modi e linguaggi che offendono, ancora una volta, la dignità di Nichi Vendola, bersaglio facile dell’omofobia dilagante del web, spesso ‘coperta’ dal paravento ipocrita del “diritto di satira”.

Nel ringraziare Nichi per la fiducia concessa a GAY LEX, ci impegneremo a tutelare la sua dignità e, come sempre, quella di tutte le persone LGBTI.

Perché la satira è tale quando si concentra sul potere, non quando svilisce la dignità delle persone.

 

 

Consigliere leghista indagato dopo presunta frase omofoba

“Se avessi un figlio gay, lo butterei in una caldaia e gli darei fuoco”. Così Giovanni Di Paoli, consigliere della regione Liguria per la Lega Nord, sembra avesse sentenziato lo scorso 10 febbraio incontrando le famiglie di omosessuali rappresentate dall’associazione Agedo. Ora, Di Paoli, dovrà rispondere di questa sua frase davanti ad un giudice. La procura di Genova ha infatti aperto un fascicolo a suo carico ipotizzando il reato di “diffamazione con l’aggravante dell’odio discriminatorio”.

L’indagine parte a seguito dell’esposto presentato dal Comitato per gli immigrati e contro ogni discriminazione e noi avvocate e avvocati di Gay Lex.

Potete leggere la notizia su tutti i principali quotidiani nazionali, ma in particolare vi segnaliamo il Corriere e GayPost.it.

Qui invece trovate un nostro approfondimento sui crimini d’odio motivati da omofobia e transfobia.

Per assistenza potete, come sempre, contattare gli altri avvocati di Gay Lex all’indirizzo info@gaylex.it

Esponiamoci tutte e tutti contro l’omofobia!

Dopo le gravi affermazioni del Sen. Roberto Formigoni che ha insultato centinaia di migliaia di persone omosessuali a cui ha dato delle “checche” via Twitter, entra nel vivo la campagna promossa dal nostro Avv. Cathy La Torre e che Gay Lex realizza in collaborazione con numerosi avvocati in Italia, Gay.it, il Red di Bologna e il Circolo Mario Mieli di Roma: qui infatti troverete un prototipo di Esposto che potrete compilare con i vostri dati e inviare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano (via posta, via Freguglia 1 – 20122 Milano oppure via pec prot.procura.milano@giustiziacert.it).

Come ci spiega l’Avv. La Torre, infatti, in assenza di una legge specifica contro i reati di omofobia, sono azioni legali di questo tipo – di politica e cittadinanza attiva  – che possono smuovere le acque auspicando che al più presto il vuoto legislativo venga colmato.

Un ringraziamento va a tutti i colleghi che hanno collaborato alla redazione dell’esposto e in particolare all’Avv. Michele Giarratano e gli Avv.ti Serena Floriani Bestetti e Nicola Posteraro, nonché al blogger Fabio Nacchio e alla screenwriter Jean Elia.

Qui anche l’Esposto in formato doc.

Per assistenza potete, come sempre, contattare l’Avv. La Torre e gli altri avvocati di Gay Lex all’indirizzo info@gaylex.it

Insulti omofobi e minacce? Denunciate!

12615762_954527067962569_7960695533071994970_oStamattina abbiamo accompagnato Davide alla Polizia postale per sporgere denuncia.
Davide due giorni fa ha subito gravi minacce sul web da un partecipante del Family day che, in pratica, gli ha promesso delle “manganellate” per la sua omosessualità.
Davide ha scelto di non tacere e di non minimizzare l’accaduto, e ha voluto denunciare tutto per non permettere che chiunque possa ingiuriare, minacciare e farla franca solo perché protetto da uno schermo!
Noi avvocate e avvocati di Gay Lex siamo con lui e con tutte le persone che decidono di non restare in silenzio.
È evidente quanto sia necessario che anche in Italia venga approvata finalmente una legge che punisca l’omofobia.
Sarebbero questi i partecipanti del Family Day? La vostra violenza e il vostro odio non fermeranno il progresso: adeguatevi alla civiltà!
Trovate un’intervista a noi e a Davide anche su Gay.it.

Se siete vittima di discriminazione non esitate a scriverci a info@gaylex.it